1- A CHE FIORISCA IL MIO POPOLO
Voglio cantare alla mia terra
E che fiorisca
Nel clima del mio popolo
E nella sua primavera,
Inaugurare mille colombe di pane
E che non muoiano mai.
Voglio elevarmi in un grido
E forse così riuscirò
A prendere il sole per mano
Quando si allontana,
Per sottrargli la luce e la voce,
Il mio popolo attende.
Quando ti fermi a osservare la vita
Nel punto esatto del tempo e della luce,
Vedrai la grandezza dell’uomo e il suo giorno,
Il suo cammino nuovo, la sua canzone azzurra.
Voglio sbocciare nella spiga
Della coscienza,
Del nuovo uomo che lotta
Per il suo domani
E proclamare il suo tempo blu, in piedi,
Mettendoci la faccia.
2- GUANTANAMERA
Io sono un uomo sincero
Del luogo dove cresce la palma,
E prima di morire, voglio
versare le mie rima dall’anima.
Ho visto l'aquila ferita
Volare verso il blu sereno,
E morire nella sua tana
La vipera velenosa.
Nascondo nel mio petto coraggioso
La pena che lo ferisce:
Il figlio di un popolo schiavo
Vive per lui, tace e muore.
3- CASSIOPEA
Come una goccia fui della marea
la spiaggia mi fece granello di sabbia.
Fui punto in moltitudine dovunque andai
nessuno mi notò e così imparai.
Quando credetti colmato il compito
rivolsi il mio cuore a Cassiopea.
Adempii gelosamente al nostro piano:
aspettare per un milione di anni.
Oggi ne porto il doppio dando coordinate
ma nessuno risponde alla mia chiamata.
Che può essere successo al mio segnale?
Sarà che sono rimasto senza casa?
Oggi sopravvivo a malapena al mio destino
lontano dalla mia stella dalla mia gente.
Il frangente mi ha mostrato un'altra lezione:
il proprio mondo è sempre il migliore.
Mi sto indebolendo lentamente
Forse non sarò più io quando mi troveranno.
4- ASSENZA
L'assenza è oblio,
è dir tenebra, è dir mai più.
Gli uccelli possono far ritorno al nido,
ma gli animi che si son tanto amati,
quando si dipartono non tornano mai.
Non te lo dice la luce che si spegne?
Ombra è l'assenza, desolazione!
Se tanti sogni furono menzogna,
perché ti lagni, quando sospira
così profondamente il mio cuore?
5- IO CALPESTERÒ DI NUOVO LE STRADE
Io calpesterò le strade nuovamente
di quella che fu Santiago insanguinata
e in una bella piazza liberata
mi fermerò a piangere per gli assenti.
Io verrò dal deserto calcinante
e uscirò dalle foreste e dai laghi
e rievocherò in un colle di Santiago
i miei fratelli che morirono prima.
Io, unito a chi fece molto e poco,
a chi vuole la patria liberata,
sparerò uno dei primi colpi,
presto o tardi senza tregua alcuna,
ritorneranno i libri le canzoni,
che bruciarono le mani assassine,
rinascerà il mio popolo dalla sua rovina,
e pagheranno la loro colpa i traditori.
Un bambino giocherà in un viale alberato
e canterà con i suoi amici nuovi
e quel canto sarà il canto della terra
a una vita falciata a La Moneda.
Io calpesterò le strade nuovamente
di quella che fu Santiago insanguinata
e in una bella piazza liberata
mi fermerò a piangere per gli assenti.
6- COMO LA CIGARRA
Tantas veces me mataron,
tantas veces me morí,
sin embargo estoy aquí resucitando.
Gracias doy a la desgracia
y a la mano con puñal
porque me mató tan mal,
y seguí cantando.
Cantando al sol como la cigarra
después de un año bajo la tierra,
igual que sobreviviente
que vuelve de la guerra.
Tantas veces me borraron,
tantas desaparecí,
a mi propio entierro fuí
sola y llorando.
Hice un nudo en el pañuelo
pero me olvidé después
que no era la única vez,
y segui cantando.
Cantando al sol como la cigarra...
Tantas veces te mataron,
tantas resucitarás,
tantas noches pasarás
desesperando.
A la hora del naufragio
y la de la oscuridad
alguien te rescatará
para ir cantando.
Cantando al sol como la cigarra...
7- RITORNO ALLA TONADA
Ritorno a cantare tonadas
Da sole a sole nel pomeriggio
Come cantava la vita
Nella radice di mio padre
Germoglio di vita nuova
La vita è una tonada
Non voglio cantare l’oblio
Né ricordare ciò che amavo
Perché sono come due morti
L'oblio e la distanza
Da lontano mi resta vicino
Continuare a cantare tonadas
Un girotondo di tortore
Fa la ronda ai salici
E sono di nuovo bambino
Magia nel pomeriggio
Uccello e canto
Cueca nel polverone
A Mendoza innamorata
Il mio canto farà ritorno
Vado di paesaggio nell'alba
E assomiglio al paesaggio
Fuori, il verde del clima,
Dentro, il sole nel sangue
Il paesaggio viene con me
Ed è un bellissimo abitante
Il vecchio vento d’autunno,
Compadre dei noci
Mi porta quando fa ritorno,
La dolce voce di mia madre
Di tanto cantare tonadas
Sono ormai parente dell'aria
8- A DIO CHIEDO SOLTANTO
A Dio chiedo soltanto
che il dolore non mi sia indifferente,
che l’arida morte non mi colga
vuoto e solo, senza aver fatto abbastanza.
A Dio chiedo soltanto
che l’ingiustizia non mi sia indifferente,
che non mi schiaffeggino l’altra guancia,
dopo che un artiglio mi graffiò in questo modo.
A Dio chiedo soltanto
che la guerra non mi sia indifferente,
è un mostro grande e calpesta forte
tutta la povera innocenza della gente.
A Dio chiedo soltanto
che l’inganno non mi sia indifferente,
se un traditore può più di molte persone,
che queste persone non lo scordino facilmente.
A Dio chiedo soltanto
che il futuro non mi sia indifferente,
è senza speranza colui che deve andare
a vivere una cultura differente.
LA GIARDINIERA
Per dimenticarti
coltiverò la terra,
in essa spero di trovare
rimedio alle mie pene.
Lì pianterò un rosaio
dalle enormi spine,
terrò pronta la corona
per quando in me morirai.
Per la mia tristezza una violetta blu,
un garofano rosso per la mia passione,
e per sapere se mi ami o no
sfoglio una bianca margherita.
Se mi ami molto, poco o niente,
il mio cuore è sempre tranquillo.
Cresceranno poco alla volta
le allegri viole.
Quando saranno fiorite
il tuo ricordo andrà lontano.
Del fiore del papavero
sarò la migliore amica,
lo metterò sotto il cuscino
per adagiarmi.
1- A QUE FLOREZCA MI PUEBLO
Quiero cantarle a mi tierra
Y que florezca
Dentro del clima mi pueblo
Y su primavera
Inaugurar mil palomas de pan
Y que no mueran.
Quiero elevarme en un grito
Y tal vez pueda
Tomar el sol de la mano
Cuando se aleja
Para quitarle la luz y la voz
Mi pueblo espera.
Cuando tú te pares a mirar la vida
En el vértice justo del tiempo y la luz
Verás la grandeza del hombre y su día
Su camino nuevo, su canción azul.
Quiero brotar en la espiga
De la conciencia
Del hombre nuevo que lucha
Por su mañana
Y proclamar su tiempo azul de pie
Dando la cara.
2- GUANTANAMERA
Yo soy un hombre sincero
De donde crece la palma,
Y antes de morirme quiero
Echar mis versos del alma.
Yo he visto al águila herida
Volar al azul sereno,
Y morir en su guarida
La víbora del veneno.
Oculto en mi pecho bravo
La pena que me lo hiere:
El hijo de un pueblo esclavo
Vive por él, calla y muere.
3- CASIOPEA
Como una gota fui de la marea
la playa me hizo grano de la arena.
Fui punto en multitud por donde fui
nadie me detectó y así aprendí.
Cuando creí colmada la tarea
volví mi corazón a Casiopea.
Cumplí celosamente nuestro plan:
por un millón de años esperar.
Hoy llevo el doble dando coordenadas
pero nadie contesta mi llamada.
¿Qué puede haber pasado a mi señal?
¿Será que me he quedado sin hogar?.
Hoy sobrevivo apenas a mi suerte
lejano de mi estrella de mi gente.
El trance me ha mostrado otra lección:
el mundo propio siempre es el mejor.
Me voy debilitando lentamente
Quizás ya no sea yo cuando me encuentren.
4- AUSENCIA
Ausencia quiere decir olvido,
decir tinieblas, decir jamás.
Las aves pueden volver al nido,
pero las almas que se han querido,
cuando se alejan no vuelven más.
¿No te lo dice la luz que expira?
¡Sombra es la ausencia, desolación!
Si tantos sueños fueron mentira,
¿por qué se queja cuando suspira
tan hondamente mi corazón?
5- YO PISARÉ LAS CALLES NUEVAMENTE
Yo pisaré las calles nuevamente
de lo que fue Santiago ensangrentada
y en una hermosa plaza liberada
me detendré a llorar por los ausentes.
Yo vendré del desierto calcinante
y saldré de los bosques y los lagos
y evocaré en un cerro de Santiago
a mis hermanos que murieron antes.
Yo unido al que hizo mucho y poco
al que quiere la patria liberada
dispararé de las primeras balas
más temprano que tarde sin reposo
retornarán los libros las canciones
que quemaron las manos asesinas
renacerá mi pueblo de su ruina
y pagarán su culpa los traidores.
Un niño jugará en una alameda
y cantará con sus amigos nuevos
y ese canto será el canto del suelo
a una vida segada en La Moneda.
Yo pisaré las calles nuevamente
de lo que fue Santiago ensangrentada
y en una hermosa plaza liberada
me detendré a llorar por los ausentes.
6- COME LA CICALA
Tante volte mi hanno uccisa,
tante volte sono morta,
eppure eccomi qui, a risorgere.
Rendo grazie alla disgrazia
e alla mano col pugnale,
perché mi ha uccisa così male
che ho continuato a cantare.
Cantando al sole, come la cicala,
dopo un anno sotto terra,
come una sopravvissuta
che torna dalla guerra.
Tante volte mi hanno cancellata
tante volte sono scomparsa,
sono andata al mio stesso funerale,
sola e piangendo.
Ho fatto un nodo al fazzoletto,
ma poi ho dimenticato
che non era la prima volta,
e sono tornata a cantare.
Cantando al sole, come la cicala..
Tante volte ti hanno uccisa,
tante volte risorgerai
tante notti attraverserai
nella disperazione.
Nell'ora del naufragio
e in quella dell'oscurità,
qualcuno ti salverà
per tornare a cantare.
Cantando al sole, come la cicala...
7- REGRESO A LA TONADA
Regreso a cantar tonadas
De sol a sol por la tarde
Como cantaba la vida
En la raíz de mi padre
Cogollo de vida nueva
La vida es una tonada
No quiero cantar olvido
Ni recordar lo que amaba
Porque son como dos muertes
El olvido y la distancia
De lejos me queda cerca
Seguir cantando tonadas
Una ronda de torcazas
Le hace ronda a los sauzales
Y soy niño de nuevo
Magia en la tarde
Pájaro y canto
Cueca en el polvaderal
A Mendoza enamorada
Mi canto regresará
Voy de paisaje en el aire
Y me parezco al paisaje
Por fuera el verde del clima
Por dentro el sol en la sangre
El paisaje va conmigo
Y es un hermoso habitante
El viejo viento de otoño
Compadre de los nogales
Me trae cuando regresa
La dulce voz de mi madre
De tanto cantar tonadas
Ya soy pariente del aire
8- SOLO LE PIDO A DIOS
Solo le pido a Dios
que el dolor no me sea indiferente,
que la reseca muerte no me encuentre
vacía y sola sin haber hecho lo suficiente.
Solo le pido a Dios
que lo injusto no me sea indiferente,
que no me abofeteen la otra mejilla,
después de que una garra me arañó esta suerte.
Solo le pido a Dios
que la guerra no me sea indiferente,
es un monstruo grande y pisa fuerte
toda la pobre inocencia de la gente.
Solo le pido a Dios,
que el engaño no me sea indiferente,
si un traidor puede más que unos cuantos
que esos cuantos no lo olviden facilmente.
Solo le pido a Dios
que el futuro no me sea indiferente,
desahuciado está el que tiene que marchar
a vivir una cultura diferente.
LA JARDINERA
Para olvidarme de ti,
Voy a cultivar la tierra,
En ella espero encontrar,
Remedio para mis penas.
Allí plantaré el rosal,
De las espinas más gruesas,
Tendré lista la corona,
Para cuando en mi te mueras.
Para mi tristeza violeta azul,
Clavelina roja pa' mi pasión,
Y para saber si me corresponde,
Deshojo un blanco manzanillón.
Si me quiere mucho, poquito o nada,
Tranquilo queda mi corazón.
Creciendo irá poco a poco,
Los alegres pensamientos,
Cuando ya estén florecidos,
Se irá lejos tu recuerdo.
De la flor de la amapola,
Seré su mejor amiga,
La pondré bajo la almohada,
Para quedarme dormida.