Per tutto un fine settimana, le porte del complesso che anticamente albergava gli ospedali della città, si apriranno nuovamente alla comunità, offrendo numerose manifestazioni culturali: esposizioni di arte e fotografia, conferenze, visite guidate, workshop, concerti e spettacoli legati alla storia e sensibili al fascino che emana da questo edificio.
Il Vecchio Ospedale di Cremona, grazie alla sua importanza storica e al fascino delle sue strutture, rappresenta un unicum per il patrimonio architettonico della città. Nato nell'anno 1777 sotto la direzione dell’architetto Faustino Rodi, al suo interno conserva ancora parti originali delle strutture religiose preesistenti – la chiesa di San Francesco e il convento dei Frati minori - che risalgono all'anno 1288.
Sebbene l’architettura della struttura si sia profondamente degradata negli anni e sia per certi aspetti irreversibile, siamo convinti che il deterioramento dell'intero sito possa essere almeno rallentato attraverso una presenza attiva e comunitaria. Così lo dimostrano le diverse realtà attualmente ospitate al suo interno che, grazie al loro impegno quotidiano, mantengono “vivo” e fruibile dalla cittadinanza, uno spazio storico così importante per tutta Cremona: la Cittadella della Solidarietà, l’Istituto Comprensivo Cremona Uno, la Sala Rodi, il Centro Culturale Santa Maria della Pietà, associazioni e cooperative.
Il progetto prende spunto dalle tracce ideali del Comitato “Ospedalechefare”, nato negli anni '70, in seguito al trasferimento dell'ospedale nella nuova sede, con l'obiettivo di indicare nuovi utilizzi sociali agli spazzi del vecchio complesso.

Un'iniziativa di Associazione Latinoamericana di Cremona
Con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cremona.

Aderiscono:
ANffAS Cremona Onlus
ANPI Cremona
Coop. Sociale Ventaglio Blu
Cremona com’era
DIDIAPSI
F.A.I. Delegazione di Cremona
Gruppo Articolo 32
Istituto Comprensivo Cremona Uno
L.A.E. Società Cooperativa Sociale Onlus
La Tartaruga Onlus
Matti da Rilegare
Società Storica Cremonese

Sponsor:
Società Cooperativa Sociale Antares
Trattoria Cerri
Pirani Group


In piena fioritura del Rinascimento, il XVI secolo fu testimone di un eccezionale sviluppo di tutte le arti. I viaggi transoceanici, iniziati in seguito all'arrivo di Colombo alle terre americane, il 12 ottobre 1492, non solo ampliarono le frontiere geografiche, ma diedero luogo ad una grande espansione culturale, dove l'arte europea, specialmente italiana e spagnola, fu usata come importante strumento di evangelizzazione dei popoli indigeni. L'America fu scenario di un fenomeno senza precedenti, una fusione chiamata "mestizaje", che trovò la sua massima espansione nel Barocco Latinoamericano.
Molti furono i musicisti, compositori ed evangelizzatori europei chiamati alle imponenti cattedrali che si andavano edificando nel nuovo continente e che resero necessaria una gran quantità di manodopera, procurata dagli schiavi africani.
Allora le cattedrali si trasformarono in poderosi centri di espressione artistico-culturale, dove convissero entrambi i mondi, conservando ognuno le sue peculiarità. La fusione tra musica nera, arte europea e culture precolombiane fu così fruttuosa che non potremmo distinguere e separare un elemento dall'altro, tanto si radicherà questo seme che riuscirà a penetrare nella tradizione popolare latinoamericana. Le varianti regionali che si succederanno nei secoli posteriori, sarebbero servite solo per arricchire ulteriormente questi ritmi.
È nostra intenzione ripercorrere attraverso questo ciclo di concerti il cammino che la musica fece dal rinascimento europeo ai giorni nostri, arrivando a ciò che conosciamo attualmente come folclore latinoamericano.

Il FICDU si propone di diffondere documentari di qualità, di autori che svolgono un cinema critico con impegno sociale, con storie che promuovono la difesa e il rispetto dei Diritti Umani.
Il cinema documentario oggi, in particolare modo in Italia, ha bisogno di spazi dedicati alla sua promozione ed evoluzione. L’assenza d’informazione sulle sue caratteristiche fondamentali e la mancanza di una riflessione sulla sua narratività, sul suo trattamento creativo della realtà e sulla soggettività dell’autore, ci spingono a proporre all’attenzione del pubblico questa cinematografia poco diffusa nelle sale commerciali.
Il Festival sarà uno spazio per sostenere i Diritti Umani attraverso il cinema, con lo scopo di valorizzare l’arte cinematografica come strumento di trasformazione sociale, culturale ed artistica e di rafforzare l’impegno e l’attivismo sociale.


Il Convegno riunisce per 3 giorni giornalisti, ricercatori, intellettuali e artisti provenienti da Europa, Africa e America Latina ed è strutturato in sezioni tematiche. Le esposizioni teoriche e gli interventi artistici ci invitano al dibattito e la riflessione collettiva con lo scopo di promuovere una società egualitaria e al contempo rispettosa delle differenze culturali.

EDIZIONE 2015 "Politiche latinoamericane nel XXI secolo"
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EDIZIONE 2016 "Identidad y Resistencia"
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EDIZIONE 2017 "La Libertà è la Coscienza"
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EDIZIONE 2018 "Cultura e comunicazione nel XXI secolo"
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La denominazione Peña ha le sue origini nel linguaggio mapudungun del popolo mapuche, i quali usavano la parola peñalolén, per far riferimento alle “riunioni di fratelli".

È un evento che sintetizza le espressioni culturali e folcloristiche più rappresentative del paese in cui si svolge, attorno alla musica, la danza e i piatti tipici. Nell’attualità, sebbene si conservi questa festività nella sua modalità tradizionale, si è anche sviluppata verso forme in cui le persone si ritrovano inoltre, per produrre arte, di varie forme espressive, in contemporanea e nello stesso spazio. I partecipanti hanno la libertà di scegliere e cambiare l’attività artistica, secondo i propri interessi, e in qualsiasi momento. Nello stesso tempo sono proposti momenti di pausa dove i partecipanti hanno la possibilità di ascoltare concerti musicali, guardare proiezioni o scambiarsi le esperienze artistiche fatte.

In ALAC abbiamo adottato il modo ‘contemporaneo’ svolgendo le seguenti attività: laboratorio di murales; laboratorio d’improvvisazione teatrale; laboratorio di canto corale; proiezione di cortometraggi e documentari inediti di autori latinoamericani; interventi musicali; esibizioni di danze tipiche.


Due sere all’anno le stanze della nostra sede diventano uno spazio dove confluiscono e si integrano le arti, dando luogo e visibilità agli artisti del territorio, latinoamericani e non. Oltre alle mostre di pittura, fotografia e illustrazione, i visitatori possono godere letture di poesia e prosa, interventi musicali e di danza, all’interno delle stesse sale espositive. Un momento di scambio che permette far conoscere artisti che, per diversi motivi, restano tante volte esclusi dai convenzionali circuiti dell’arte.

La mostra di incisori latinoamericani contemporanei ci spinge a considerare la qualità poetica del fare, con un linguaggio che agisce in profondità e che va a dare concretezza ai sogni. L’Esposizione, curata da Vladimiro Elvieri, con i patrocini del Comune di Cremona e della Biennale L’Arte e il Torchio, presenta una quarantina di opere in cui, non solo si identificano i caratteri costitutivi delle varie culture, ma soprattutto, attraverso le personali ricerche ed esperienze, si rinnova quella “tradizione” che, nel Continente latinoamericano, ha visto l’incisione svolgere un ruolo non secondario nella storia delle arti plastiche.
Ventitré gli autori invitati, conosciuti e apprezzati in campo internazionale, provenienti da Argentina, Cile, Perù, Messico, Colombia e Panama, anche se alcuni di essi vivono stabilmente da tempo in Italia e in Europa, con incisioni realizzate con tecniche a rilievo (xilografia e linoleografia) e calcografiche (acquaforte, acquatinta, puntasecca, bulino, maniera nera, ceramolle, collografia), molte delle quali donate all’ALAC per la costituzione della nuova collezione d’arte grafica. Tali lavori testimoniano, ancora una volta, della vitalità di un’arte che rappresenta un aspetto non secondario della ricerca artistica contemporanea, che merita di essere conosciuto e valorizzato perché in grado di esprimere insieme intimi sentimenti umani e valori culturali universali.

Successivamente la mostra sarà trasferita nella sede ALAC dando la possibilità alle scuole di svolgere durante la settimana laboratori di narrazioni animate e laboratori espressivi in particolare di monotipia organizzati da TiConZero.
Il fine settimana invece, sempre per i bambini, ci sarà un laboratorio creativo dedicato al “Dìa de la Resistencia Indigena” utilizzando tecniche pittoriche e di trasferimento d' immagini.
Informazioni: vamiguel@libero.it

Dal 23 settembre al 4 ottobre 2015
Salone degli Alabardieri - Piazza del Comune, 8. Cremona




Nato nella città di Santa Fe (Argentina) nell’anno 2006, organizzato e gestito dai propri artisti, si è costituito come un importante circuito per musicisti, liutai e altri artisti. Conta nell’attualità con sedi in più di 10 città argentina e in numerose città del Perù, Uruguay, Venezuela, Cile, Colombia, Spagna, Francia, Svizzera e Italia (di cui siamo la sede ufficiale). Ogni edizione propone concerti, concerti didattici sugli strumenti e sulla musica latinoamericana per adulti e bambini e laboratori di musica e canto.